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Lo sguardo e la cura. Esperienze, riflessioni e prospettive per lo “Zerosei”

Nella collana RicercAzione è uscito recentemente questo nuovo titolo, a cura di Diana Penso e Roberta Sambo.

Un libro collettivo, nato dalla collaborazione tra educatori, educatrici di nido e insegnanti di scuola dell’infanzia, provenienti da varie realtà italiane, che svolgono attività di ricerca all’interno del Gruppo Nazionale Zerosei del Movimento di Cooperazione Educativa e di cui Diana Penso è responsabile.

Con piacere ospitiamo la presentazione di una delle curatrici:

Il testo, organizzato in tre sezioni, racchiude già nel titolo i temi fondamentali dell’approccio pedagogico MCE e si propone come prezioso contenitore, una scatola di cui far memoria di vissuti e riflessioni che hanno caratterizzato un biennio molto particolare e assolutamente inedito: ascolto, sguardo, cura, relazioni.  Tutti temi “portanti” della pedagogia e della didattica MCE.

La chiusura improvvisa e repentina di nidi e scuole nella primavera del 2020 e le riorganizzazioni imposte dai decreti ministeriali anti Covid nell’anno scolastico successivo, hanno determinato uno shock iniziale e una necessaria e rapida revisione delle modalità di lavoro. Era necessario cambiare le modalità, e altrettanto fondamentale mantenere legami, ascolto e cura delle relazioni con bambine/i e con le  loro famiglie.

Le domande, i timori, le riflessioni che hanno attraversato tutti i gruppi di lavoro nei contesti educativi 0-6 trovano una descrizione nella prima sezione del testo, Lo sguardo e la cura: era necessario ri-pensare e ri-organizzare contesti educativi in cui la distanza permettesse comunque di garantire i legami, cercando di rispondere ai bisogni di tutti/e, senza interrompere i percorsi di lavoro intrapresi con bambini/e con bisogni educativi specifici.

Un cambiamento che ha dovuto rimodellarsi facendo appello a risorse e modalità offerte dal digitale, per molte/i inconsuete, talvolta quasi sconosciute, forse osteggiate. Tuttavia una risorsa e uno strumento potente, anche in termini cooperativi, che ha offerto possibilità in una chiave e in un linguaggio contemporaneo ma che ha posto in risalto, ancora una volta, nei mesi di restrizioni acute della pandemia, le molte forme di povertà e difficoltà delle famiglie. Uno strumento che ha messo in contatto educatrici/educatori, maestre/i e famiglie in maniera inedita, entrando di fatto negli spazi di vita privati di ciascuno, permettendo anche sguardi su relazioni e realtà familiari talvolta difficilmente leggibili nei normali contesti educativi.

Nel racconto delle esperienze della sezione I fili e le trasformazioni emerge l’urgenza iniziale di “riparare” il distacco improvviso dovuto alla pandemia mettendo in campo strumenti “storici” della pedagogia MCE, come la corrispondenza per raccontare e condividere le esperienze e i disagi del momento, o le scatole per raccontare, fare memoria, simbolizzare un delicato e fragile vissuto emotivo dato dalla forzata clausura e scomparsa delle relazioni.

Il volume si chiude con una terza parte intitolata Oltre i confini: prospettive future.

È patrimonio comune, appreso nel corso della pandemia, che ci sono nuovi ponti da costruire e attraversare, anche con l’approccio agli strumenti e ai linguaggi contemporanei digitali, e con una visione ben tracciata dai recenti e fondamentali documenti ministeriali data dalle Linee Pedagogiche  per Sistema Integrato zero sei e dagli Orientamenti nazionali per i Servizi Educativi per l’Infanzia. Tutti strumenti preziosi da utilizzare ora e in futuro.

Diana Penso

Clicca sull’immagine per andare alla scheda del libro
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Il diritto dei bambini alla pace

In occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il prossimo 20 Novembre, la Fimem (Federazione Internazionale dei Movimenti di Scuola Moderna www.fimem-freinet.org ) e il MCE (Movimento di Cooperazione Educativa www.mce-fimem.it) propongono a gli/le insegnanti del Mondo intero ad essere più che mai operatori di pace.

Tutte/i insieme facciamo in modo che il 20 Novembre 2022 sia la “Giornata internazionale del diritto alla pace. Iniziamo o continuiamo un percorso di Educazione alla pace che prosegua tutto l’anno.

Leggete la locandina per tutti i dettagli organizzativi della partecipazione.

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Un centenario di eventi!

I festeggiamenti per il Maestro continuano martedì 22 novembre Roma con il convegno internazionale “C’è speranza se questo accadde al Vho. Mario Lodi a cento anni dalla nascita”, dalle ore 9.30 alle 18.00, presso la sede del Dipartimento Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre in via Castro Pretorio 20, in Aula Volpi.

La Medaglia del Presidente della Repubblica che il Capo dello Stato ha destinato quale Suo premio di rappresentanza al convegno ne valorizza l’alto interesse scientifico e la sua natura internazionale. Il convegno è rivolto agli insegnanti, agli studenti di scienze pedagogiche, agli educatori, alle famiglie. Si tratta di un’occasione eccezionale per il mondo della scuola e dell’Università per riflettere su quanto e su come l’eredità del lavoro di Mario Lodi sia raccolta in diversi Paesi europei.  

Un appuntamento da non perdere.

Per info: segreteria.convegnomariolodi@gmail.com

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Milleunlibro-Novembre 2022

libri per parlare dei diritti dei bambini, da quelli naturali a quelli della costituzione e della convenzione dei diritti per l’infanzia

I diritti dei bambini

Il 20 novembre è la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia 

Non dobbiamo tacere Diritti negati, diritti riconosciuti, diritti conquistati

«Hai diritto,

al nome

a non essere discriminato

alle cure dei genitori a un livello di vita sufficiente

a una vita piena e dignitosa al riposo, al tempo libero, al gioco.

All’educazione.

Alla libertà di espressione,

a vivere secondo la  tua cultura,

religione, lingua,

a esprimere opinioni,

a essere preso in considerazione…»

Il libro propone una rassegna di testi differenti per provenienza e tipologia: articoli di giornale, scritti di bambini, testimonianze e documenti di organizzazioni internazionali… Testimonianze delle violazioni dei diritti inalienabili dei minori nei diversi Paesi del mondo. Lo scopo è indurre l’attenzione di chi – genitori, educatori, insegnanti, società tutta ­– può e deve portare alla luce e far riflettere, suscitare dialogo, acquisire consapevolezza.

I testi e le immagini vogliono indicare a insegnanti e alunni le possibili azioni in difesa dei bambini, da praticare nella scuola e nella vita quotidiana.

Consigliato a tutti gli adulti.

Giuliana Manfredi

Giancarlo Cavinato, Maria Marchegiani, Anna Mazzucco (a cura di), Non dobbiamo tacere, collana RicercAzione, Edizioni MCE, Roma 2019.

Il cammino dei diritti

Un progetto nato in collaborazione con   Amnesty International. Venti carte e 20 tappe, ognuna dedicata a un avvenimento che ha rappresentato un passo avanti nel cammino dei diritti umani. Ogni apertura si presenta con un’illustrazione di Andrea Rivola, un componimento  di Janna Carioli : si parte dal 1786 con l’abolizione della pena di morte nel Gran ducato di Toscana e si arriva al 2013, in Pakistan, con Malala Yousafzai e il suo appello per il diritto all’istruzione. Un libro per conoscere la strada percorsa fino ad oggi, con eventi e personaggi che  hanno lasciato una traccia indelebile, per pensare al nostro futuro. Un’occasione per dare voce ai pensieri , alle paure e ai desideri dei bambini, magari leggendo una carta al giorno.

« ti ricordi quando eri incatenato prigioniero, deriso, umiliato?

Ti ricordi quando eri trattato

come un animale ?

ti ricordi quando eri frustato

e la tua vita valeva meno

di un soldo bucato ?

No?

Beh, sei fortunato »

Consigliato a docenti di scuola primaria/ secondaria di primo grado.

Marina Sirotti

Janna Carioli, Il cammino dei diritti- Fatatrac, 2015

I diritti naturali di bambini e bambine

Questo albo illustrato ripercorre venti tappe fondamentali nel cammino dei diritti di uomini e donne, bambini e bambine, attraversando temi come l’istruzione, l’ambiente, l’amore.
Da Rosa Parks a Malala Yousafzai, dalla proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani alla Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, maestri e ragazzi possono addentrarsi tra filastrocche e illustrazioni per riflettere insieme sulle persone e sulle storie
che hanno rappresentato momenti di svolta nella storia umana, che hanno tracciato un sentiero sul quale ancora oggi camminiamo. Per riflettere sul significato di quei diritti conquistati con coraggio
e fatica nella nostra vita di oggi, nelle nostre case, nelle nostre scuole, nelle nostre città e in quelle più lontane da noi.


«Una notte una stella brillò più di altre

sia pure per poco.

Fu quando gli uomini deposero la clava

e accesero il fuoco.

Un’altra notte una stella brillò solitaria

fra mille milioni. Fu quando gli uomini, finita la follia,

spensero i cannoni

e tracciarono assieme un nuovo sentiero

che guarda lontano

verso il sogno che ha della vita

ogni essere umano.»

Consigliato a bambini, bambine e insegnanti della scuola primaria e a tutti gli educatori.

Annalisa Di Credico

Gianfranco Zavalloni, I diritti naturali dei bambini e delle bambine-
  a cura di Mario Turci, 2003

I diritti dei bambini in parole semplici

Un gradevole libricino che elenca i principali diritti, come recita il titolo, con parole semplici alla portata dei bambini e con immagini accattivanti. Un punto di partenza per parlarne, considerandone magari uno alla volta e approfondendo con storie e albi illustrati che aiutino anche i più piccoli a riflettere su un grande e delicatissimo tema.

Consigliato ai bambini da 6 anni.

Antonella Bottazzi

Comitato UNICEF, “ I diritti dei bambini in parole semplici” ,con il contributo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali . Testi tratti da “Tutti i grandi sono stati bambini” di Daniele Novara e Lorella Boccalini, Torino, gruppo Abele , 2000

La pedagogia della lumaca

Un libro che è un vero manifesto di una scuola che va in direzione diversa dalla nostra società  di oggi. Perché forse la scuola ha proprio il compito e forse il dovere di offrire anche “ altro” .  Gianfranco Zavalloni, racconta di una scuola lenta, che si dà il tempo dell’attesa, in sintonia con i tempi della natura, perché “ perdere tempo, è guadagnare tempo”. Per noi stessi e per i nostri ragazzi, che sono disorientati se non hanno tutto e subito . E allora la scuola può perdere tempo  ad ascoltare, a parlare insieme, può perdere tempo per giocare , per condividere scelte e per crescere. In questa scuola raccontata e vissuta da Zavalloni trovano spazio attività come :

  • Gite / viaggi a piedi o in bicicletta alla scoperta di spazi,  luoghi, incontri che spesso ci sfuggono a causa del poco tempo che i mezzi di comunicazione troppo veloci ( auto, internet…) ci lasciano.  
  • Laboratori di attività manuali con l’uso di strumenti e di tecnologie semplici. Per risolvere piccoli e grandi problemi della quotidianità è importante imparare e saper usare  la vanga, l’ago e il filo, la pentola, la sega, il martello, la scopa, il binocolo…
  • Orti didattici per portare attenzione ai tempi dell’attesa,  avere pazienza, maturare capacità previsionali. Seminare  e coltivare frutta e ortaggi mettono  a
  • frutto le  abilità manuali , le conoscenze scientifiche, lo sviluppo del pensiero logico- interdipendente.
  • Teatro , per conoscere se stessi e gli altri, per pensare e per ridere.

Consigliato a maestre, maestri e a tutti gli educatori.

Marina Sirotti

Gianfranco Zavalloni, La pedagogia della lumacaEMI, 2012

Un grande giorno di niente

Il diritto all’ozio

A vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti.

L’ozio e la noia come molla per scoprire quanto di meraviglioso abbiamo intorno a noi. La noia come tempo privilegiato  per osservare, riflettere, immaginare e creare. 

Beatrice Alemagna trasforma un giorno di niente in un giorno di tutto. C’è un luogo isolato, c’è una mamma impegnata al lavoro e irritata per il continuo uso del telefonino del figlio. Il bambino uscirà, perderà il cellulare, si arrabbierà, ma in compenso nella natura che circonda la casa  scoprirà tante piccole cose meravigliose.

Consigliato ai bambini dagli 8 anni.

Marina Sirotti

Beatrice Alemagna, Un grande giorno di nienteTopipittori, Milano 2016

Federico

Leo Lionni: grande artista e grande narratore che ha scelto i bambini come destinatari privilegiati. Le sue storie trattano argomenti importanti come l’amicizia, la solidarietà, il rispetto del punto di vista altrui, mai in modo pedante. I suoi testi risultano sempre delicati e garbati.  Storie belle, dove personaggi, cose e animali vivono esperienze paurose o divertenti, emozionanti o sorprendenti,  che suscitano sempre meraviglia e fanno riflettere. Anche la storia di Federico può fornire un’ occasione per pensare a come ciascuno può contribuire in modo diverso al benessere di tutti.  Il topolino Federico non fa nulla, mentre i suoi compagni corrono e accumulano provviste per il lungo inverno. È solo ozio il suo?

Consigliato ai bambini dai 4 anni in su. 

Marina Sirotti

Leo Lionni, Federico– Babalibri, 2005

Con le mani nella terra

Il diritto a sporcarsi

A giocare con la sabbia, la terra, l’erba,le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti

Il diritto agli odori 

A percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura

Il bambino piccolo pensa con le mani. Secondo Maria Montessori la mano è «l’organo dell’intelligenza», lo strumento che aiuta la mente a conoscere, a comprendere. Con le mani nella terra è un libro, ricco di proposte  e consigli su come piantare semi e far nascere una piantina, creare il compost, innaffiare.

 È un libro di divulgazione scientifica perché spiega come i  vegetali producono l’ossigeno e puliscono l’aria che respiriamo, regolano il clima, compattano il terreno e impediscono le frane,  ci donano medicine…

È un libro di ecologia perché dalla conoscenza delle  piante emerge la necessità di rispettare la natura e di prendersene cura. 

È un libro chiaro e di piacevole lettura, arricchito da curiosità.  

Consigliato a bambini dagli 8 anni.

Marina Sirotti

Emanuela Bussolati, Con le mani nella terra– Editoriale Scienza, Trieste 2019 

Giocare con la natura

Diritto al selvaggio

In questo libro l’autore, che ha sperimentato tutti i giochi che propone, invita docenti e ragazzi a vivere esperienze significative in natura, comunicando con l’ambiente in modo selvaggio, nel senso fisico del termine, attraverso i sensi, annusando, assaporando, osservando e ascoltando con attenzione ciò che la natura intorno ci offre.  Le attività proposte sono molto coinvolgenti e precedute da  un semplice schema esplicativo che indica all’insegnante le peculiarità didattico-educative della proposta.

Consigliato ai docenti per proporre attività a bambini e ragazzi da 5 anni in su.

Antonella Bottazzi


Joseph Cornell, Giocare con la natura– Edizioni Red ,Milano, 2006

La bambina strisce e punti

Il diritto al dialogo

Ilaria è una bambina italiana di 11 anni, che va in Africa con mamma e papà, studiosi di medicina tradizionale africana. Lì ha un’amica del cuore  che si chiama Zega, di 13  anni. Le due ragazzine si raccontano segreti. Così Ilaria narra di quella volta in cui ha conosciuto Amina,  una cannibale,  mentre Zega le racconta  di leoni e di coccodrilli, di riti di iniziazione,   della notte e dei silenzi. Tanti dialoghi per conoscere l’Africa, per intrecciare storie impossibili, ma soprattutto per conoscere se stessi, per crescere e per dare il giusto valore alle cose, come la vergogna. Amina, la regina con la coda dice: «I bambini in africa nascono nudi e chi nasce nudo non deve vergognarsi né del petto, né del pisello. Se ti vergogni di troppe cose, prima o poi finirai per vergognarti anche del sole. E farai come i pipistrelli, uscirai solo di notte.»  

Consigliato a bambini dai 7 anni.

Marina Sirotti

Emanuela Nava, La bambina strisce e punti-Salani , 1996

Il giardino dei giochi dimenticati

Il diritto all’uso delle mani

A piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco

In questo manuale i due autori restituiscono a genitori e nonni smemorati e a ragazzi curiosi i giochi di una volta, e soprattutto insegnano loro a costruirli e a giocare grazie a semplici e precise indicazioni (dai materiali e dagli spazi dove giocare alle regole per il loro svolgimento) .

Giochi con i tappi e con le biglie, giochi di squadra, giochi da non dimenticare… , un manuale per insegnanti che  non hanno paura di dare in mano ai bambini chiodi, sega e martello per costruire, e avere la soddisfazione di dire “ questo l’abbiamo fatto noi “ e poi giocarci per davvero, durante intervalli e ore di lezione, perché giocando s’impara meglio ! 

Consigliato da 5 a 99 anni

Marina Sirotti

Giorgio F. Reali, Niccolò Barbiero, Il giardino dei giochi dimenticati Salani, Firenze, 2002

Giocattoli creativi

Diritto all’uso delle mani

In questo libro che vede la collaborazione di Gianfranco Zavalloni e di Roberto Papetti puoi trovare schizzi, disegni e consigli per costruire giocattoli con materiali semplici, poveri, riciclati e con semplici attrezzi  da lavoro  Giochi come barche, burattini, fionda e fucile, paracadute, frullino …  per adulti, bambini e bambine , perché possano trovare insieme il tempo e il gusto di giocare.  

Consigliato da 5 a 99 anni

Marina Sirotti

Gianfranco Zavalloni e Roberto Papetti, Giocattoli creativi– editoriale La scienza, Trieste,2002

Sporcarsi è bello

Diritto a sporcarsi 

Diritto al selvaggio

Un libro pieno di attività con la terra, il fango, la sabbia, la polvere …. seguendo la naturale inclinazione di ogni bambino a sporcarsi le mani ! E molte notizie e curiosità relative a piante e animali che popolano il terreno, corredate da immagini semplici ma accattivanti. Un testo che offre molte idee a chi ha deciso di insegnare le scienze non solo sui libri, ma a partire da prati, orti e giardini.

Consigliato a partire da 6 anni

Antonella Bottazzi

 Paulette Bourgeois- Valerie Wyatt, Sporcarsi è bello-Editoriale La Scienza, Trieste,  2000.

Mio nonno era un ciliegio

Diritto a un buon inizio

A mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

A giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

Il diritto al selvaggio

A costruire un rifugio- gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi  su cui arrampicarsi 

Ottaviano è un nonno straordinario , un nonno di campagna.

Non è un chiacchierone, ma condivide le sue esperienze e i suoi ricordi con Tonino, il nipote. 

Usa parole affettuose con l’oca Alfonsina, con la nonna che non c’è più e con Felice, il ciliegio.

Usa parole dure  con i vigili e il Comune che vogliono prendergli la terra e abbattere il ciliegio.

La voce di questo nonno un po’ “ matto” accompagna sempre Tonino, lo incoraggia anche quando Tonino sale sul ciliegio e non vuole più scendere. “ Devi pensare di essere un uccello, devi pensare di esser un gatto, devi pensare che l’albero è tuo amico” .

Consigliato  dai 9 anni

Marina Sirotti

Angela Nanetti, Mio nonno era un ciliegio– Einaudi ragazzi, Milano, 1998

Che cos’è un bambino?

Un albo illustrato che ogni adulto dovrebbe leggere, da solo o insieme a figli, nipoti, scolari, per guardare con attenzione e per capirsi un po’ di più. Per riconoscere che “ i bambini vogliono essere ascoltati con occhi spalancati … ai bambini  piace annusare l’erba chiudendo gli occhi … ai bambini piace ascoltare la voce lontana delle conchiglie … “

Parole chiare e vere che creano scorci di ritratti  accompagnate da grandi e bellissime illustrazioni. 

Consigliato dai 6 anni

Marina Sirotti

Beatrice Alemagna, Che cos’è un bambino?-  Topipittori, Milano, 2008

Un posto silenzioso

Il diritto al silenzio

Ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua

” Ma tu ce l’hai un posto silenzioso?” 

L’autore dopo una domanda semplice , schietta e un po’ destabilizzante invita te, bambino lettore  a chiudere  gli occhi e ti accompagna  ad ascoltare i tanti amici del silenzio. Al mare , dove puoi sentire il suono delle sirene e dei gabbiani, in campagna, tra il sibilo del vento e   il chiacchiericcio delle foglie …., fino a far silenzio intorno  e scoprire le parole dentro di te. E il silenzio non fa più paura.  Dai 6 anni

Dopo la lettura di questo albo e alla domanda “ cos’è per te il silenzio ? “ ecco alcune risposte di bambini di 9 anni:  

  • È come acqua, quando sei immerso e non hai distrazioni. Il silenzio è inodore e insapore, però lo si può gustare  perché disseta la mente come l’acqua.
  • Significa riposo, quando hai mal di testa e ti passa , i pensieri  ti lasciano.
  • È un modo di comunicare, si deve saper interpretare, come un linguaggio a segni. Tra amici, per esempio, ci si intende con un’occhiata.
  • Non puoi vederlo, ma puoi capirlo È una pausa, a volte una pausa di stupore, come chi ascolta Orfeo.
  • È natura, è una pausa dai rumori della città, dalle urla di bambini. Rimane solo il respiro e il fruscio del vento.  
  • È il suono più bello del mondo, quando non c’è bisogno di altro. È una musica. Solo tu riesci a sentirla. È un canto immaginario.
  • È  come un pensatoio.

Consigliato dai 5 anni.

Marina Sirotti

Luigi Ballerini, Simona Mulazzani, Un posto silenzioso-Lapis, Roma,  2016

Mattia e il nonno

Il diritto alle sfumature

A vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle 

Un nonno e un nipote. Il racconto di una passeggiata insieme nella natura. La riva di un fiume, un cavallo , dei girasoli, la spiaggia, il tramonto, la notte … e il nonno che diventa sempre più piccolo. 

Consigliato dai 6 anni.

Marina Sirotti

Roberto Piumini, Mattia e il nonno– Einaudi ragazzi, Milano, 1997

Storia di Iqbal

Diritto a un buon inizio

A mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

Storia vera di un bambino pakistano , vittima dello sfruttamento minorile; una storia che ci apre ad un mondo difficile da immaginare come vero, ma anche la storia di come il sacrificio di un singolo individuo,  possa cambiare il destino di molti. Una storia di denuncia, di coraggio e di amicizia, capace di far riflettere adulti e ragazzi. 

Consigliato ad adulti e  ragazzi dai 10 anni

Antonella Bottazzi

Francesco D’Adamo, Storia di Iqbal – edizioni EL,2001, San Dorligo della Valle ( Trieste), 2001

Alice nel paese dei diritti

Mario Lodi ci accompagna in un viaggio speciale: un viaggio nel mondo reale, dove possiamo scoprire, insieme ad Alice e alla Regina di Cuori come sono nati e cosa significano i diritti dei bambini: la vita, il nome, la cura, una casa, una famiglia, il gioco, la parola…
E dopo che la storia ci ha portato ad incontrare persone, storie, luoghi diversi, Daniele Novara ci offre tantissimi spunti per lavorare con i bambini sulle emozioni, sul conflitto, sul pregiudizio, per “costruire” insieme a loro i diritti nella nostra vita di tutti i giorni.
È un libro che non può mancare nell’armadietto di noi maestri, il mio è pieno di post-it che segnano le pagine che ho percorso e quelle che devo ancora percorrere con i miei alunni!

Consigliato a bambini e docenti di scuola primaria

Annalisa Di Credico

Mario Lodi e Daniele Novara, Alice nel paese dei diritti, Sonda, 2013

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Un centenario di eventi!

La necessità di confrontarci sulla importante eredità che Mario Lodi ci ha lasciato non si spegnerà mai.

Durante i Tre Giorni per la Scuola, edizione 2022, che si svolgeranno negli spazi della Città della Scienza di Napoli dal 9 all’11 Novembre, siete invitati il 9 Novembre alle 15.00 in sala C all’incontro Quale scuola per una cittadinanza planetaria-Attualità di Mario Lodi.

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La scuola pubblica per ricostruire legami di solidarietà e democrazia

Il 20 Ottobre dalle 10.30, presso il Dipartimento di SCIENZE della FORMAZIONE, Aula Volpi, Università di Roma Tre, si svolgerà la giornata organizzata dal MCE, AIMC, cidi, Proteo e Università Roma3 «La scuola pubblica per ricostruire legami di solidarietà».

Si potrà partecipare sia in presenza che in streaming, su Teams al link urly.it/3q8yv nella locandina. Prenotazioni al link urly.it/3qdjg

Ecco il programma completo:

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Milleunlibro-Ottobre 2022

La poesia

Ci tuffiamo nella poesia?

La poesia si rivela come un linguaggio immediato, che riesce a toccarci in profondità anche solo con poche parole.

Affrontare un laboratorio di poesia nella scuola può significare non solo dare spazio alla bellezza delle parole che sentiamo fluire nei testi dei grandi poeti, leggere e ascoltare poesie per il solo piacere di farlo, ma anche creare le basi per “fare poesia”.

Questo tipo di linguaggio infatti crea  spazio anche per chi di parole ne ha ancora poche: i migranti, i bambini all’inizio del loro percorso scolastico, i disabili. La poesia ha le sue regole, è vero, ma allo stesso tempo consente di rompere gli stereotipi, di scrivere frasi forse incomplete da un punto di vista sintattico, ma assai ricche di senso. 

All’inizio potranno essere costruzioni collettive, o suggestioni visive o sonore – quadri, foto, musiche, parole in assonanza o contrasto… – attraverso cui l’insegnante stimola la creazione e fornisce le strategie,  le regole, il senso del ritmo… poi, via via i ragazzi e i bambini si approprieranno delle tecniche e nello stesso tempo, se siamo riusciti a trasmetterlo, assaporeranno il gusto di esprimersi in modo più libero, giocoso. La lingua, crediamo, debba essere soprattutto piacere di comunicare e di emozionare. Ci farà piacere conoscere e far conoscere le vostre esperienze, proposte… testi poetici delle vostre classi. E se non siete pronti per un laboratorio, potete  intanto offrire ai vostri alunni la voce dei poeti, che aiutano a vedere il mondo con occhi nuovi. Ecco di seguito alcuni consigli. Buona lettura!

Ersilia Zamponi, I draghi locopei, Einaudi, Torino 2017

Il titolo, anagramma di “ giochi di parole”, ci introduce immediatamente nello spirito ludico con cui l’autrice avvicina i ragazzi della scuola media alla lingua italiana, alle sue regole e potenzialità.

Un libro ricco di spunti e idee concrete per  proporre esercizi e riflessioni sulla lingua, smontandola e rimontandola come in un gioco ; un  invito al divertimento ottenuto  stimolando la freschezza e la leggerezza  che abitano in ciascuno di noi, come  strumenti di creazione e di comunicazione.

Giochi di parole appunto, e di senso che muta, sorprendendo anche i giocatori stessi. Questo testo sa essere un’ efficace guida per ogni insegnante che voglia far scoprire con gioia ai ragazzi la potenza della parola.

Consigliato a docenti di scuola primaria /secondaria di primo grado.

Antonella Bottazzi

Ersilia Zamponi e Roberto Piumini, Calicanto – Einaudi, Torino 2008

L’esperienza, ben  documentata dall’autrice, è quella di un laboratorio di analisi e creazione di poesie condotto da Ersilia Zamponi ( autrice del sopracitato “ I draghi locopei”)  prendendo spunto da poesie di Roberto Piumini ( poesie che parlano di poesia). Un modo per parlare di sé, quasi un’autobiografia con utili indicazioni come: «Prova a fare il tuo autoritratto disegnando e scrivendo: traccia i lineamenti del viso e descrivi ogni sua parte con metafore

“ E prima di prendere carta

prendi penna.

Penna di falco o di cigno

penna  di pollo, penna

con pancia piena

di inchiostri azzurri e neri

e di ogni colore tranne quello che

della carta su cui scriverai.

Prendi penna che punga

la carta e la mano che lasci

un segno netto e lungo e sottile

che non vi inciampi la formica

ma cada

proprio nel punto dove il mondo

ride. Dunque

un segno che sfiori

che tiri

che tenga.

Roberto Piumini

Consigliato a docenti di scuola primaria e secondaria

Antonella Bottazzi

Chiara Carminati, Fare poesia con voce, corpo, mente e sguardo – Lapis, Torino 2019

«Fare poesia è creare un luogo in cui immergersi nelle parole; fare poesia è darsi il tempo di ascoltare il proprio respiro; fare poesia è un modo per parlare e per sentire con tutti i sensi e in molti sensi…» Per introdurre i bambini alle potenzialità espressive del linguaggio poetico attraverso giochi di suoni, di forme, con esercizi di voce e di lettura, con alfabeti figurati, calligrammi, acrostici, giochi di rime e tanto altro, per imparare sorridendo.

Consigliato a docenti di scuola primaria e secondaria

Marina Sirotti

Poesie di ghiaccio - Vivian Lamarque - copertina
Vivian Lamarque, Poesie di ghiaccio – Einaudi Ragazzi, San Dorligo della Valle, Trieste 2004

Un’autrice che con le sue poesie arriva dritto al cuore, con la semplicità di una bambina,  con  profondità e consapevolezza di donna matura. In questo piccolo libro sono racchiuse emozioni di freddo, gelo, tempeste, lupi e pettirossi che toccano le corde di grandi e piccini.

“Il mio fidanzato è un pettirosso

 abitiamo al settimo piano

quando dal cielo scende la neve

 di ramo in ramo ridiamo e ridiamo.

Vivian Lamarque

Consigliato a  adulti e bambini di ogni età

Antonella Bottazzi

Roberto Piumini, Io mi ricordo – Nuove edizioni Romane, Roma 2010

Una raccolta di poesie che fanno pensare, costruite assemblando parole leggere. Pagine dove puoi incontrare ricordi, paure, classi come bimboteche… e dichiarazioni d’amore  inusuali dove a guardar bene c’è qualcosa di speciale:  nella bassa Vanessa che può sparire nell’erba falciata  come  nella alta Mafalda che può dare briciole ai pulcini dell’aquila…

Consigliato a tutti i bambini a partire dai 7 anni

Marina Sirotti

Sabina Colloredo, Il bosco racconta – Einaudi Ragazzi, San Dorligo della Valle, Trieste 1999

Poesie di natura che hanno per protagonisti  piante e animali ; parlano in prima persona e si raccontano a chi sa ascoltare.

Provate a leggerle senza il titolo, ai bambini piacerà tentare di indovinare chi parla ; possiamo così dare l’avvio ad una discussione anche sul piano scientifico e un successivo approfondimento.

Consigliato ai bambini dai 5 anni in poi

Antonella Bottazzi

Bernard Friot e Arianna Papini, Voglio scrivere una poesia – Nord-Sud Edizioni, Milano 2017

Questo albo illustrato è un invito a guardarci intorno con occhi nuovi, scoprendo la poesia nelle cose di ogni giorno. Un albo molto utile come punto di partenza per fare poesia insieme ai nostri alunni. Molto evocative le illustrazioni di Arianna Papini.

Consigliato per bambini dagli  8 anni in su

Antonella Bottazzi

Bruno Tognolini, Mal di pancia calabrone. Formule magiche per tutti i giorni – Nord-Sud Edizioni, Milano 1995

Formule magiche in rima per cacciare molti mali. Mal di pancia, raffreddore, brutti sogni, zanzare… piccole poesie per sdrammatizzare e curare e poi, chissà… provare a inventarne altre contro altri malanni. 

Bruno Tognolini , con intelligenza e lievità, sa suscitare sorrisi.

«Contro gli spot della televisione

Specchio stregato di puzza di piedi

Non sono scemo come tu credi

Nel bosco magico io non ci vengo

E se non la smetti ti spengo.»

 Bruno Tognolini

Consigliato a bambini dai 5 anni

Antonella Bottazzi

Chiara Carminati e Bruno Tognolini, Rime chiaro scure – Rizzoli, Milano 2012

Poesie doppie, ora scure ora chiare, nell’alternarsi dei due poeti che giocano a specchio con le parole, scambiandosi i ruoli.  Un gioco da proporre in coppia?

Delicate illustrazioni in bianco e nero di Pia Valentinis.

Settembre

 E settembre arriva adesso
con la sua faccia cattiva
con le belle sue giornate
a portarmi via l’estate.


E settembre arriva adesso
con la frutta viva addosso
marmellate ci prepara
e l’autunno mi regala.

Consigliato per bambini da 8 anni

Antonella Bottazzi

Silvia Geroldi e Serena Viola, Haiku. Poesie per quattro stagioni più una – Lapis, Torino 2017

Poesie che fotografano le stagioni con l’immediatezza e la semplicità di questa particolare forma poetica.  Può essere l’ input per esercizi con i ragazzi, divertenti e molto funzionali dal punto di vista della riflessione sulla lingua e sulla capacità di generare immagini con poche parole, ma ben mirate.

«Tra mille ombrelli

Solo noi bambini

Guardiamo il cielo.»

Silvia Geroldi

Consigliato a bambini da 10 anni in poi

Antonella Bottazzi

Alessandro Riccioni e Vittoria Facchini, Mare matto – Lapis, Torino 2016

Poesie in rima che hanno per protagonisti gli abitanti del mare. Illustrazioni originali.

Tartaruga

«Son più belle da vecchie

 le tartarughe

occhi saggi, tranquilli

e tantissime rughe. »

Alessandro Riccioni

Consigliato a bambini dai 6 anni 

Antonella Bottazzi

Jean Pierre Simeon e Oliver Tallec, Questa è la poesia che guarisce i pesci – Lapis, Torino 2005

Cos’è la poesia? Un bambino non lo sa e va in cerca di una risposta, serve al suo pesciolino malato. Lo chiede alle cose e poi alle persone, e ciascuno dà una risposta diversa. La nonna dice che una poesia è quando rigiri le parole da cima a fondo e hop! Diventa un nuovo mondo  La panettiera dice che la poesia è calda come il pane… Un bellissimo albo illustrato da cui si può partire per chiedere ai bambini stessi cos’è una poesia. E poi magari dopo aver donato poesie ai frequentatori del parco vicino alla scuola, concludere l’esperienza con pane caldo offerto dal fornaio.

 «Mi ha fatto ridere il signore quando gli ho chiesto se voleva ascoltare  una poesia, lui diceva di sì mentre stava camminando forse  pensava  di dovere pagare.» Giacomo 

Consigliato per bambini  da 6 anni

Marina Sirotti

Mario Lodi (a cura di), La natura – Editrice Piccoli, Milano 1989

Questo testo raccoglie poesie di poeti adulti, ma soprattutto  poesie di bambini. Create in classe, dal lavoro di Mario Lodi con i suoi alunni. Questi bambini riescono ad  esprimere desideri, felicità, dolore, partendo dalle occasioni  che si presentano nella vita quotidiana di scuola. Mario Lodi racconta e dimostra come con alcune semplici tecniche come lo spostamento  di parole e pezzi di frasi che possono abbellire il pensiero, sostituzioni che possono creare un ritmo, anche i bambini possono FARE POESIA. Il libro fa parte di una piccola collana in cui sono presenti la fantasia, la pace e la guerra, i sentimenti.

Consigliato per bambini da 6 anni

Marina Sirotti

Donatella Bisutti, L’albero delle parole – Feltrinelli, Milano 2009

Circa 200 pagine che raccolgono grandi poeti di tutto il mondo, con biografie introduttive : chiare, comprensibili, arricchite da aneddoti curiosi. Tante poesie  che puoi utilizzare come una bella risorsa  a cui attingere nelle occasioni speciali o nei momenti di quotidiana meraviglia. Per parlare del vento ecco “ Bussò il vento” di Emily Dickinson, per raccontare di uccelli e libertà ecco “ Per fare il ritratto di un uccello” di Jacques Prevert…

Consigliato per bambini  da 8 anni

Marina Sirotti

Donatella Bisutti, Le parole magiche – Feltrinelli, Milano 2008

Un libro diventa la bacchetta magica che trasforma una parola in un’altra, e una cosa in un’altra. Il libro va alla scoperta di una fisicità delle lettere e delle parole. Le consonanti e le vocali oltre a una forma hanno un carattere: possono pungere, gridare o sussurrare. Per vedere se una parola è magica bisogna ascoltarla, guardarla, e magari toccarla e annusarla. 

Consigliato a bambini da 8 anni

Marina Sirotti

Juan Ramòn Jiménez, Platero e io – Passigli Editore, Bagno a Ripoli, Firenze, 2022

Il dialogo tra un poeta e il suo asino in  un libro che non si dimentica, un vero capolavoro.  Tenero e potente. Storia di amicizia e solidarietà, narra dell’uomo anche quando è l’asino a parlare.

Consigliato ad adulti e ragazzi

Antonella Bottazzi

Roberta Passoni, Dove abita la poesia? Un viaggio nella scuola primaria tra letteratura e teatroElse Edizioni

Un libro che racconta un’esperienza di lavoro nelle ultime classi di scuola primaria, esperienza cominciata con un dono circondato da un alone di mistero, per riagganciare i bambini e i loro pensieri dopo la pausa estiva. Roberta Passoni prepara accuratamente un contesto, una situazione, in cui i bambini stessi saranno attori protagonisti. Un percorso che coinvolge grandi autori come Majakovskij, Klee, Leopardi… biografie scritte dai bambini stessi. Con opere in versione integrale,  e non ridotte e semplificate, i bambini sanno confrontarsi e cogliere emozioni.

Consigliato da Marina Sirotti

“Fare poesia a scuola fa bene ai bambini…”

Una diversa prospettiva sulla poesia.

Quando si fa poesia a scuola, si lavora sulla creatività del linguaggio ma non solo.

La parola diventa un vero e proprio materiale da scoprire, indagare, riflettere e anche manipolare come un oggetto  poetico che ha forma, colore, ritmo, suono, movimento, musicalità, con il quale poter giocare e scoprire relazioni sempre nuove. É il pensiero metaforico che mobilita il linguaggio ed esprime “immagini linguistiche”  per  capire la realtà e varietà di mondi possibili o impossibili. E costruisce  nello stesso tempo un atteggiamento critico per cogliere la molteplicità dei significati che costituiscono la complessità e il senso della vita.

Si fa quindi anche un lavoro importantissimo non solo sul piano letterario-linguistico ma anche sul piano del pensiero logico e del pensiero analogico che sono le due forme di conoscenza per leggere, decodificare, capire il mondo. La poesia utilizza le due forme di pensiero, spesso presentate in forma dicotomica, ricostruisce e ricompone  la dialettica tra emozione e conoscenza che fa parte in senso antropologico dell’uomo perché individua il legame tra libertà della parola e libertà di pensiero.

Quale didattica intorno al lavoro sulla poesia e sul  linguaggio poetico?

Una pedagogia dello stimolo che attraverso la parola in libertà, porta ad evocare, cogliere e narrare in contesti quali “il laboratorio di poesia”, intrecci e interconnessioni con oggetti, immagini, movimenti, musica…e tutte le forme diverse dell’espressione artistica. Ma anche racconti, esperienze, memorie, ricordi, vissuti; anche idee, opinioni, pensieri, punti di vista intorno ad un tema che ci ha coinvolto a livello di gruppo: in questo senso la poesia collettiva è un’esperienza significativa per condividere idee, pensieri, emozioni sui quali confrontarsi.  E’ un vero e proprio lavoro di ricerca sul piano sia del significato che del linguaggio per esprimere  produzioni  autentiche e ricche di senso. “Facendo poesia”, inoltre, si scoprono anche i processi  di costruzione della “poesia degli altri”: le relazioni che intercorrono tra gli elementi del testo e il significato più autentico del messaggio che vogliono comunicare.

Come afferma il poeta L.Ferlinghetti: “…Una poesia sta in una pagina singola ma può riempire un mondo…”   

Laura Lemmi MCE Gruppo nazionale lingua

clicca sull’immagine per andare alla scheda del libro

«La poesia rivela il suo carattere di linguaggio in azione e riconquista una delle funzioni più interessanti del linguaggio poetico anche sul piano didattico: il potere di creare mondi, di generare idee, emozioni, concetti, associazioni che prima non esistevano e sui quali ci si ferma a ragionare e riflettere.» (Campolmi B., Di Credico A., Vretenar N. (a cura di), Chi ben comincia. Parlare-scrivere-leggere a scuola, Asterios, Trieste 2020, pp. 49).

Il primo festival internazionale di poesia per bambini e ragazzi in Italia

Il festival nasce nel 2019 a Castel Maggiore, alle porte della bassa bolognese, dalla collaborazione tra Grazia Gotti (Accademia Drosselmeier) e Chiara Basile (libreria Lèggere Leggére), entrambe cittadine di Castel Maggiore.

Bambini e ragazzi, poeti che scrivono per loro, illustratori, insegnanti, appassionati di poesia del nostro Paese e di tutta Europa: il Junior Poetry Festival è un posto per voi.

Seguitelo sul suo sito: www.juniorpoetryfestival.it/ e sull’account facebook.

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