ph. Antonella Bottazzi

Alle nostre fedeli lettrici e lettori: buona estate!
La redazione Libri MCE si prende un periodo di pausa, per ritornare
a fine agosto con nuove idee, nuove proposte, nuovi libri.
Attendiamo, a nostra volta, vostri suggerimenti e progetti
– e anche le narrazioni, le foto… di questa estate – che vorrete inviarci.
A voi rivolgiamo, intanto, l’auspicio di trascorrere belle vacanze
in libertà e bellezza: leggère come questi bellissimi colorati aquiloni.

A presto!
La redazione

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Tracce sconfinate – Formazione Zerosei

26 Gennaio, 16:30 – 27 Febbraio, 19:00

Il Gruppo nazionale MCE Zerosei sta svolgendo Tracce sconfinate, un percorso di formazione gratuita, rivolta a insegnanti di scuola d’infanzia, educatrici di nido, educatori e operatori del terzo settore, coordinatori pedagogici, studenti e docenti universitari, formatrici, artisti che intendono divertirsi, giocare, apprendere e ampliare gli orizzonti del proprio impegno professionale. gratuita per esplorare albi illustrati e natura, arte e intercultura.

Raccogli ulteriori informazioni e iscriviti andando al link: http://www.mce-fimem.it/evento/tracce-sconfinate-formazione-zerosei/

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Preistoria e L’avventura di Hula

Il libro di Lando Landi, L’avventura di Hula, pubblicato qualche tempo fa in ebook nella collana RicercAzione, ha stimolato la riflessione, presso un gruppo di insegnanti, sulle esperienze e sulla didattica  della storia nella scuola primaria.

Ne abbiamo dialogato in redazione sottoponendo a Lando Landi alcune domande.

Come è nato il  progetto di questo libro? Che cosa ti ha ispirato a scriverlo? La prima motivazione profonda a scrivere L’avventura di Hula è nata dall’interesse che ho sempre nutrito, fin da bambino, per la Preistoria. Ricordo ancora chiaramente l’emozione che provai quando nel 1939, avevo allora 8 anni e frequentavo la terza elementare (a quei tempi in terza non si studiava la Preistoria ma il Risorgimento italiano), fu scoperto, all’interno della Grotta Guattari a San Felice al Circeo, il cranio di un Homo Neanderthalensis al centro di un cerchio di pietre. Divenuto maestro ho sempre apprezzato il valore educativo delle attività laboratoriali per lo stimolo che esse danno, come afferma John Dewey (How we think, Boston 1933), allo sviluppo dell’intelligenza per ricercare la soluzione dei problemi che inevitabilmente sorgono durante il lavoro manuale. Le attività laboratoriali possono anche motivare la cooperazione per facilitare il raggiungimento di un obiettivo condiviso. Il lavoro di gruppo, aspetto fondamentale della metodologia dell’educazione attiva, offre ai bambini occasioni per discutere e riflettere, mentre l’orizzonte sociale più ristretto che lo caratterizza agevola la comunicazione anche ai più timidi, facilitando il confronto dei diversi punti di vista e la circolazione delle conoscenze. L’interazione linguistico-cognitiva tra pari che si crea all’interno del gruppo, a sua volta, può portare, mediante la negoziazione dei significati e il ragionamento collettivo, a livelli notevolmente alti di organizzazione concettuale. (Cfr. Cousinet R., 1952; De Bartolomeis F., 1978; Pontecorvo C., Ajello A.M, Zucchermaglio C., 1991; Kaye A.R. 1994, pp 22-35; Ligorio B. 1994, pp 71 – 86; 1995). Tutto questo ha fatto sorgere in me il desiderio di scrivere un libro che mediante la forza evocativa di un racconto stimolasse i bambini a svolgere attività laboratoriali.

In quale modo secondo te un racconto a sfondo storico può risultare utile per l’insegnamento della Storia nella scuola primaria? Un racconto storico non può sostituire la ricerca su buoni testi, ma se ben documentato può avere un importante valore educativo. L’insegnante può ad esempio proporre ai suoi alunni di verificare, attraverso una seria indagine condotta in biblioteca, consultando online siti affidabili o intervistando esperti se la vita quotidiana o le vicende descritte nel racconto sono pertinenti e coerenti con i risultati della ricerca storiografica. Questo modo di procedere può, tra l’altro, abituare i giovani a controllare l’attendibilità della “carta stampata”. Un obiettivo che si poneva lo stesso Célestin Freinet con l’invenzione del “Giornalino”: stimolare la formazione del pensiero critico. Un racconto storico, una volta controllata la sua attendibilità, può richiamare l’attenzione del lettore sulle caratteristiche strutturali (Krzysztof Pomian, Storia delle strutture, Milano 1980) della società dell’epoca nella quale è ambientata la vicenda. Infine un racconto può stimolare i bambini a intervenire per trovare un finale diverso (Gianni Rodari, Tante storie per giocare, Torino 2011), o per divenire, a loro volta, autori di altri racconti (Mario Lodi, La Biblioteca di Lavoro).

A questo proposito riporto il racconto documentario inviatomi da Chiara Meriggi, una maestra MCE di Sesto Fiorentino, e un breve video ricevuto da Sara Riva, un’altra maestra MCE di Lecco, le quali avevano letto il mio racconto ai loro bambini.

«Malgrado nel libro si raccomandi ai ragazzi di farsi aiutare da un adulto, Gabriele, “Testa Dura”, ha voluto fare tutto da solo… era però presente nonno Giovanni che ha scattato alcune fotografie. Per prima cosa ha cercato, lungo il corso di un torrente, una pietra di forma triangolare abbastanza sottile, adatta a divenire la lama dell’accetta. Ha spaccato con una roncola un’estremità del ramo destinato a divenire il manico dell’accetta. Poi ha inserito a forza la lama di pietra nella spaccatura… quindi l’ha fissata strettamente con uno spago. Ma Gabriele non è il solo… anche Caterina c’è riuscita! Di Chiara ho anche il resoconto della sua esperienza con La storia di Hula e una presentazione in pdf, Valutazione formativa e progettazione didattica, nella quale si parla ancora di Hula.

Cliccando qui vedrete il video prodotto dalla classe di Lecco. La nevicata finale, spiega la maestra Sara, è stata realizzata con la polvere ricavata dalla lavorazione della steatite, un’altra attività laboratoriale proposta dal libro.

Da questa conversazione scaturiscono inevitabilmente pensieri e riflessioni su come, oggi e nel passato, si propongono a bambini e ragazzi attività finalizzate all’acquisizione dei concetti che sottendono a questa disciplina; ci si chiede anche a quale titolo la narrazione fantastica può affiancare, nella pratica didattica per la scuola primaria, la lettura di testi, la ricerca di documentazione di fatti storici, l’avvio all’uso delle fonti scritte, di documenti e fonti iconografiche… quale – corretto e non semplice – rapporto si può impostare con il concetto di “passato”, oggi che tutto, per l’apporto della tecnologia e del dilagare delle immagini, tutto sembra “presente” e contemporaneo…

Tutte questioni su cui intendiamo interrogarci, auspicando il confronto con il pensiero e le pratiche didattiche dei colleghi.

A partire da questo spazio-blog che accoglierà le idee e le proposte di chi vorrà…partecipare.

La redazione

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Lo sguardo e la cura. Esperienze, riflessioni e prospettive per lo “Zerosei”

Nella collana RicercAzione è uscito recentemente questo nuovo titolo, a cura di Diana Penso e Roberta Sambo.

Un libro collettivo, nato dalla collaborazione tra educatori, educatrici di nido e insegnanti di scuola dell’infanzia, provenienti da varie realtà italiane, che svolgono attività di ricerca all’interno del Gruppo Nazionale Zerosei del Movimento di Cooperazione Educativa e di cui Diana Penso è responsabile.

Con piacere ospitiamo la presentazione di una delle curatrici:

Il testo, organizzato in tre sezioni, racchiude già nel titolo i temi fondamentali dell’approccio pedagogico MCE e si propone come prezioso contenitore, una scatola di cui far memoria di vissuti e riflessioni che hanno caratterizzato un biennio molto particolare e assolutamente inedito: ascolto, sguardo, cura, relazioni.  Tutti temi “portanti” della pedagogia e della didattica MCE.

La chiusura improvvisa e repentina di nidi e scuole nella primavera del 2020 e le riorganizzazioni imposte dai decreti ministeriali anti Covid nell’anno scolastico successivo, hanno determinato uno shock iniziale e una necessaria e rapida revisione delle modalità di lavoro. Era necessario cambiare le modalità, e altrettanto fondamentale mantenere legami, ascolto e cura delle relazioni con bambine/i e con le  loro famiglie.

Le domande, i timori, le riflessioni che hanno attraversato tutti i gruppi di lavoro nei contesti educativi 0-6 trovano una descrizione nella prima sezione del testo, Lo sguardo e la cura: era necessario ri-pensare e ri-organizzare contesti educativi in cui la distanza permettesse comunque di garantire i legami, cercando di rispondere ai bisogni di tutti/e, senza interrompere i percorsi di lavoro intrapresi con bambini/e con bisogni educativi specifici.

Un cambiamento che ha dovuto rimodellarsi facendo appello a risorse e modalità offerte dal digitale, per molte/i inconsuete, talvolta quasi sconosciute, forse osteggiate. Tuttavia una risorsa e uno strumento potente, anche in termini cooperativi, che ha offerto possibilità in una chiave e in un linguaggio contemporaneo ma che ha posto in risalto, ancora una volta, nei mesi di restrizioni acute della pandemia, le molte forme di povertà e difficoltà delle famiglie. Uno strumento che ha messo in contatto educatrici/educatori, maestre/i e famiglie in maniera inedita, entrando di fatto negli spazi di vita privati di ciascuno, permettendo anche sguardi su relazioni e realtà familiari talvolta difficilmente leggibili nei normali contesti educativi.

Nel racconto delle esperienze della sezione I fili e le trasformazioni emerge l’urgenza iniziale di “riparare” il distacco improvviso dovuto alla pandemia mettendo in campo strumenti “storici” della pedagogia MCE, come la corrispondenza per raccontare e condividere le esperienze e i disagi del momento, o le scatole per raccontare, fare memoria, simbolizzare un delicato e fragile vissuto emotivo dato dalla forzata clausura e scomparsa delle relazioni.

Il volume si chiude con una terza parte intitolata Oltre i confini: prospettive future.

È patrimonio comune, appreso nel corso della pandemia, che ci sono nuovi ponti da costruire e attraversare, anche con l’approccio agli strumenti e ai linguaggi contemporanei digitali, e con una visione ben tracciata dai recenti e fondamentali documenti ministeriali data dalle Linee Pedagogiche  per Sistema Integrato zero sei e dagli Orientamenti nazionali per i Servizi Educativi per l’Infanzia. Tutti strumenti preziosi da utilizzare ora e in futuro.

Diana Penso

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Milleunlibro-Novembre 2022

libri per parlare dei diritti dei bambini, da quelli naturali a quelli della costituzione e della convenzione dei diritti per l’infanzia

I diritti dei bambini

Il 20 novembre è la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia 

Non dobbiamo tacere Diritti negati, diritti riconosciuti, diritti conquistati

«Hai diritto,

al nome

a non essere discriminato

alle cure dei genitori a un livello di vita sufficiente

a una vita piena e dignitosa al riposo, al tempo libero, al gioco.

All’educazione.

Alla libertà di espressione,

a vivere secondo la  tua cultura,

religione, lingua,

a esprimere opinioni,

a essere preso in considerazione…»

Il libro propone una rassegna di testi differenti per provenienza e tipologia: articoli di giornale, scritti di bambini, testimonianze e documenti di organizzazioni internazionali… Testimonianze delle violazioni dei diritti inalienabili dei minori nei diversi Paesi del mondo. Lo scopo è indurre l’attenzione di chi – genitori, educatori, insegnanti, società tutta ­– può e deve portare alla luce e far riflettere, suscitare dialogo, acquisire consapevolezza.

I testi e le immagini vogliono indicare a insegnanti e alunni le possibili azioni in difesa dei bambini, da praticare nella scuola e nella vita quotidiana.

Consigliato a tutti gli adulti.

Giuliana Manfredi

Giancarlo Cavinato, Maria Marchegiani, Anna Mazzucco (a cura di), Non dobbiamo tacere, collana RicercAzione, Edizioni MCE, Roma 2019.

Il cammino dei diritti

Un progetto nato in collaborazione con   Amnesty International. Venti carte e 20 tappe, ognuna dedicata a un avvenimento che ha rappresentato un passo avanti nel cammino dei diritti umani. Ogni apertura si presenta con un’illustrazione di Andrea Rivola, un componimento  di Janna Carioli : si parte dal 1786 con l’abolizione della pena di morte nel Gran ducato di Toscana e si arriva al 2013, in Pakistan, con Malala Yousafzai e il suo appello per il diritto all’istruzione. Un libro per conoscere la strada percorsa fino ad oggi, con eventi e personaggi che  hanno lasciato una traccia indelebile, per pensare al nostro futuro. Un’occasione per dare voce ai pensieri , alle paure e ai desideri dei bambini, magari leggendo una carta al giorno.

« ti ricordi quando eri incatenato prigioniero, deriso, umiliato?

Ti ricordi quando eri trattato

come un animale ?

ti ricordi quando eri frustato

e la tua vita valeva meno

di un soldo bucato ?

No?

Beh, sei fortunato »

Consigliato a docenti di scuola primaria/ secondaria di primo grado.

Marina Sirotti

Janna Carioli, Il cammino dei diritti- Fatatrac, 2015

I diritti naturali di bambini e bambine

Questo albo illustrato ripercorre venti tappe fondamentali nel cammino dei diritti di uomini e donne, bambini e bambine, attraversando temi come l’istruzione, l’ambiente, l’amore.
Da Rosa Parks a Malala Yousafzai, dalla proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani alla Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, maestri e ragazzi possono addentrarsi tra filastrocche e illustrazioni per riflettere insieme sulle persone e sulle storie
che hanno rappresentato momenti di svolta nella storia umana, che hanno tracciato un sentiero sul quale ancora oggi camminiamo. Per riflettere sul significato di quei diritti conquistati con coraggio
e fatica nella nostra vita di oggi, nelle nostre case, nelle nostre scuole, nelle nostre città e in quelle più lontane da noi.


«Una notte una stella brillò più di altre

sia pure per poco.

Fu quando gli uomini deposero la clava

e accesero il fuoco.

Un’altra notte una stella brillò solitaria

fra mille milioni. Fu quando gli uomini, finita la follia,

spensero i cannoni

e tracciarono assieme un nuovo sentiero

che guarda lontano

verso il sogno che ha della vita

ogni essere umano.»

Consigliato a bambini, bambine e insegnanti della scuola primaria e a tutti gli educatori.

Annalisa Di Credico

Gianfranco Zavalloni, I diritti naturali dei bambini e delle bambine-
  a cura di Mario Turci, 2003

I diritti dei bambini in parole semplici

Un gradevole libricino che elenca i principali diritti, come recita il titolo, con parole semplici alla portata dei bambini e con immagini accattivanti. Un punto di partenza per parlarne, considerandone magari uno alla volta e approfondendo con storie e albi illustrati che aiutino anche i più piccoli a riflettere su un grande e delicatissimo tema.

Consigliato ai bambini da 6 anni.

Antonella Bottazzi

Comitato UNICEF, “ I diritti dei bambini in parole semplici” ,con il contributo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali . Testi tratti da “Tutti i grandi sono stati bambini” di Daniele Novara e Lorella Boccalini, Torino, gruppo Abele , 2000

La pedagogia della lumaca

Un libro che è un vero manifesto di una scuola che va in direzione diversa dalla nostra società  di oggi. Perché forse la scuola ha proprio il compito e forse il dovere di offrire anche “ altro” .  Gianfranco Zavalloni, racconta di una scuola lenta, che si dà il tempo dell’attesa, in sintonia con i tempi della natura, perché “ perdere tempo, è guadagnare tempo”. Per noi stessi e per i nostri ragazzi, che sono disorientati se non hanno tutto e subito . E allora la scuola può perdere tempo  ad ascoltare, a parlare insieme, può perdere tempo per giocare , per condividere scelte e per crescere. In questa scuola raccontata e vissuta da Zavalloni trovano spazio attività come :

  • Gite / viaggi a piedi o in bicicletta alla scoperta di spazi,  luoghi, incontri che spesso ci sfuggono a causa del poco tempo che i mezzi di comunicazione troppo veloci ( auto, internet…) ci lasciano.  
  • Laboratori di attività manuali con l’uso di strumenti e di tecnologie semplici. Per risolvere piccoli e grandi problemi della quotidianità è importante imparare e saper usare  la vanga, l’ago e il filo, la pentola, la sega, il martello, la scopa, il binocolo…
  • Orti didattici per portare attenzione ai tempi dell’attesa,  avere pazienza, maturare capacità previsionali. Seminare  e coltivare frutta e ortaggi mettono  a
  • frutto le  abilità manuali , le conoscenze scientifiche, lo sviluppo del pensiero logico- interdipendente.
  • Teatro , per conoscere se stessi e gli altri, per pensare e per ridere.

Consigliato a maestre, maestri e a tutti gli educatori.

Marina Sirotti

Gianfranco Zavalloni, La pedagogia della lumacaEMI, 2012

Un grande giorno di niente

Il diritto all’ozio

A vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti.

L’ozio e la noia come molla per scoprire quanto di meraviglioso abbiamo intorno a noi. La noia come tempo privilegiato  per osservare, riflettere, immaginare e creare. 

Beatrice Alemagna trasforma un giorno di niente in un giorno di tutto. C’è un luogo isolato, c’è una mamma impegnata al lavoro e irritata per il continuo uso del telefonino del figlio. Il bambino uscirà, perderà il cellulare, si arrabbierà, ma in compenso nella natura che circonda la casa  scoprirà tante piccole cose meravigliose.

Consigliato ai bambini dagli 8 anni.

Marina Sirotti

Beatrice Alemagna, Un grande giorno di nienteTopipittori, Milano 2016

Federico

Leo Lionni: grande artista e grande narratore che ha scelto i bambini come destinatari privilegiati. Le sue storie trattano argomenti importanti come l’amicizia, la solidarietà, il rispetto del punto di vista altrui, mai in modo pedante. I suoi testi risultano sempre delicati e garbati.  Storie belle, dove personaggi, cose e animali vivono esperienze paurose o divertenti, emozionanti o sorprendenti,  che suscitano sempre meraviglia e fanno riflettere. Anche la storia di Federico può fornire un’ occasione per pensare a come ciascuno può contribuire in modo diverso al benessere di tutti.  Il topolino Federico non fa nulla, mentre i suoi compagni corrono e accumulano provviste per il lungo inverno. È solo ozio il suo?

Consigliato ai bambini dai 4 anni in su. 

Marina Sirotti

Leo Lionni, Federico– Babalibri, 2005

Con le mani nella terra

Il diritto a sporcarsi

A giocare con la sabbia, la terra, l’erba,le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti

Il diritto agli odori 

A percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura

Il bambino piccolo pensa con le mani. Secondo Maria Montessori la mano è «l’organo dell’intelligenza», lo strumento che aiuta la mente a conoscere, a comprendere. Con le mani nella terra è un libro, ricco di proposte  e consigli su come piantare semi e far nascere una piantina, creare il compost, innaffiare.

 È un libro di divulgazione scientifica perché spiega come i  vegetali producono l’ossigeno e puliscono l’aria che respiriamo, regolano il clima, compattano il terreno e impediscono le frane,  ci donano medicine…

È un libro di ecologia perché dalla conoscenza delle  piante emerge la necessità di rispettare la natura e di prendersene cura. 

È un libro chiaro e di piacevole lettura, arricchito da curiosità.  

Consigliato a bambini dagli 8 anni.

Marina Sirotti

Emanuela Bussolati, Con le mani nella terra– Editoriale Scienza, Trieste 2019 

Giocare con la natura

Diritto al selvaggio

In questo libro l’autore, che ha sperimentato tutti i giochi che propone, invita docenti e ragazzi a vivere esperienze significative in natura, comunicando con l’ambiente in modo selvaggio, nel senso fisico del termine, attraverso i sensi, annusando, assaporando, osservando e ascoltando con attenzione ciò che la natura intorno ci offre.  Le attività proposte sono molto coinvolgenti e precedute da  un semplice schema esplicativo che indica all’insegnante le peculiarità didattico-educative della proposta.

Consigliato ai docenti per proporre attività a bambini e ragazzi da 5 anni in su.

Antonella Bottazzi


Joseph Cornell, Giocare con la natura– Edizioni Red ,Milano, 2006

La bambina strisce e punti

Il diritto al dialogo

Ilaria è una bambina italiana di 11 anni, che va in Africa con mamma e papà, studiosi di medicina tradizionale africana. Lì ha un’amica del cuore  che si chiama Zega, di 13  anni. Le due ragazzine si raccontano segreti. Così Ilaria narra di quella volta in cui ha conosciuto Amina,  una cannibale,  mentre Zega le racconta  di leoni e di coccodrilli, di riti di iniziazione,   della notte e dei silenzi. Tanti dialoghi per conoscere l’Africa, per intrecciare storie impossibili, ma soprattutto per conoscere se stessi, per crescere e per dare il giusto valore alle cose, come la vergogna. Amina, la regina con la coda dice: «I bambini in africa nascono nudi e chi nasce nudo non deve vergognarsi né del petto, né del pisello. Se ti vergogni di troppe cose, prima o poi finirai per vergognarti anche del sole. E farai come i pipistrelli, uscirai solo di notte.»  

Consigliato a bambini dai 7 anni.

Marina Sirotti

Emanuela Nava, La bambina strisce e punti-Salani , 1996

Il giardino dei giochi dimenticati

Il diritto all’uso delle mani

A piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco

In questo manuale i due autori restituiscono a genitori e nonni smemorati e a ragazzi curiosi i giochi di una volta, e soprattutto insegnano loro a costruirli e a giocare grazie a semplici e precise indicazioni (dai materiali e dagli spazi dove giocare alle regole per il loro svolgimento) .

Giochi con i tappi e con le biglie, giochi di squadra, giochi da non dimenticare… , un manuale per insegnanti che  non hanno paura di dare in mano ai bambini chiodi, sega e martello per costruire, e avere la soddisfazione di dire “ questo l’abbiamo fatto noi “ e poi giocarci per davvero, durante intervalli e ore di lezione, perché giocando s’impara meglio ! 

Consigliato da 5 a 99 anni

Marina Sirotti

Giorgio F. Reali, Niccolò Barbiero, Il giardino dei giochi dimenticati Salani, Firenze, 2002

Giocattoli creativi

Diritto all’uso delle mani

In questo libro che vede la collaborazione di Gianfranco Zavalloni e di Roberto Papetti puoi trovare schizzi, disegni e consigli per costruire giocattoli con materiali semplici, poveri, riciclati e con semplici attrezzi  da lavoro  Giochi come barche, burattini, fionda e fucile, paracadute, frullino …  per adulti, bambini e bambine , perché possano trovare insieme il tempo e il gusto di giocare.  

Consigliato da 5 a 99 anni

Marina Sirotti

Gianfranco Zavalloni e Roberto Papetti, Giocattoli creativi– editoriale La scienza, Trieste,2002

Sporcarsi è bello

Diritto a sporcarsi 

Diritto al selvaggio

Un libro pieno di attività con la terra, il fango, la sabbia, la polvere …. seguendo la naturale inclinazione di ogni bambino a sporcarsi le mani ! E molte notizie e curiosità relative a piante e animali che popolano il terreno, corredate da immagini semplici ma accattivanti. Un testo che offre molte idee a chi ha deciso di insegnare le scienze non solo sui libri, ma a partire da prati, orti e giardini.

Consigliato a partire da 6 anni

Antonella Bottazzi

 Paulette Bourgeois- Valerie Wyatt, Sporcarsi è bello-Editoriale La Scienza, Trieste,  2000.

Mio nonno era un ciliegio

Diritto a un buon inizio

A mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

A giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

Il diritto al selvaggio

A costruire un rifugio- gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi  su cui arrampicarsi 

Ottaviano è un nonno straordinario , un nonno di campagna.

Non è un chiacchierone, ma condivide le sue esperienze e i suoi ricordi con Tonino, il nipote. 

Usa parole affettuose con l’oca Alfonsina, con la nonna che non c’è più e con Felice, il ciliegio.

Usa parole dure  con i vigili e il Comune che vogliono prendergli la terra e abbattere il ciliegio.

La voce di questo nonno un po’ “ matto” accompagna sempre Tonino, lo incoraggia anche quando Tonino sale sul ciliegio e non vuole più scendere. “ Devi pensare di essere un uccello, devi pensare di esser un gatto, devi pensare che l’albero è tuo amico” .

Consigliato  dai 9 anni

Marina Sirotti

Angela Nanetti, Mio nonno era un ciliegio– Einaudi ragazzi, Milano, 1998

Che cos’è un bambino?

Un albo illustrato che ogni adulto dovrebbe leggere, da solo o insieme a figli, nipoti, scolari, per guardare con attenzione e per capirsi un po’ di più. Per riconoscere che “ i bambini vogliono essere ascoltati con occhi spalancati … ai bambini  piace annusare l’erba chiudendo gli occhi … ai bambini piace ascoltare la voce lontana delle conchiglie … “

Parole chiare e vere che creano scorci di ritratti  accompagnate da grandi e bellissime illustrazioni. 

Consigliato dai 6 anni

Marina Sirotti

Beatrice Alemagna, Che cos’è un bambino?-  Topipittori, Milano, 2008

Un posto silenzioso

Il diritto al silenzio

Ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua

” Ma tu ce l’hai un posto silenzioso?” 

L’autore dopo una domanda semplice , schietta e un po’ destabilizzante invita te, bambino lettore  a chiudere  gli occhi e ti accompagna  ad ascoltare i tanti amici del silenzio. Al mare , dove puoi sentire il suono delle sirene e dei gabbiani, in campagna, tra il sibilo del vento e   il chiacchiericcio delle foglie …., fino a far silenzio intorno  e scoprire le parole dentro di te. E il silenzio non fa più paura.  Dai 6 anni

Dopo la lettura di questo albo e alla domanda “ cos’è per te il silenzio ? “ ecco alcune risposte di bambini di 9 anni:  

  • È come acqua, quando sei immerso e non hai distrazioni. Il silenzio è inodore e insapore, però lo si può gustare  perché disseta la mente come l’acqua.
  • Significa riposo, quando hai mal di testa e ti passa , i pensieri  ti lasciano.
  • È un modo di comunicare, si deve saper interpretare, come un linguaggio a segni. Tra amici, per esempio, ci si intende con un’occhiata.
  • Non puoi vederlo, ma puoi capirlo È una pausa, a volte una pausa di stupore, come chi ascolta Orfeo.
  • È natura, è una pausa dai rumori della città, dalle urla di bambini. Rimane solo il respiro e il fruscio del vento.  
  • È il suono più bello del mondo, quando non c’è bisogno di altro. È una musica. Solo tu riesci a sentirla. È un canto immaginario.
  • È  come un pensatoio.

Consigliato dai 5 anni.

Marina Sirotti

Luigi Ballerini, Simona Mulazzani, Un posto silenzioso-Lapis, Roma,  2016

Mattia e il nonno

Il diritto alle sfumature

A vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle 

Un nonno e un nipote. Il racconto di una passeggiata insieme nella natura. La riva di un fiume, un cavallo , dei girasoli, la spiaggia, il tramonto, la notte … e il nonno che diventa sempre più piccolo. 

Consigliato dai 6 anni.

Marina Sirotti

Roberto Piumini, Mattia e il nonno– Einaudi ragazzi, Milano, 1997

Storia di Iqbal

Diritto a un buon inizio

A mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

Storia vera di un bambino pakistano , vittima dello sfruttamento minorile; una storia che ci apre ad un mondo difficile da immaginare come vero, ma anche la storia di come il sacrificio di un singolo individuo,  possa cambiare il destino di molti. Una storia di denuncia, di coraggio e di amicizia, capace di far riflettere adulti e ragazzi. 

Consigliato ad adulti e  ragazzi dai 10 anni

Antonella Bottazzi

Francesco D’Adamo, Storia di Iqbal – edizioni EL,2001, San Dorligo della Valle ( Trieste), 2001

Alice nel paese dei diritti

Mario Lodi ci accompagna in un viaggio speciale: un viaggio nel mondo reale, dove possiamo scoprire, insieme ad Alice e alla Regina di Cuori come sono nati e cosa significano i diritti dei bambini: la vita, il nome, la cura, una casa, una famiglia, il gioco, la parola…
E dopo che la storia ci ha portato ad incontrare persone, storie, luoghi diversi, Daniele Novara ci offre tantissimi spunti per lavorare con i bambini sulle emozioni, sul conflitto, sul pregiudizio, per “costruire” insieme a loro i diritti nella nostra vita di tutti i giorni.
È un libro che non può mancare nell’armadietto di noi maestri, il mio è pieno di post-it che segnano le pagine che ho percorso e quelle che devo ancora percorrere con i miei alunni!

Consigliato a bambini e docenti di scuola primaria

Annalisa Di Credico

Mario Lodi e Daniele Novara, Alice nel paese dei diritti, Sonda, 2013

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“Si scrive soltanto una metà del libro, dell’altra metà si deve occupare il lettore…” (Joseph Conrad)

Per la giornata mondiale del libro, ecco a voi il catalogo completo delle nostre due collane aggiornato ad oggi.

Scoprite i libri che vi potrebbero interessare, con cui e su cui lavorare.

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Laboratorio di Scienze – Materiali per il lavoro in classe

Come anticipato alla fine del webinar di Maria Arcà, Un modo di fare scienza in classe, che si è svolto il 25 Gennaio scorso, vi mettiamo a disposizione una raccolta del suo materiale su Particelle e strutture – Come è fatta la materia dentro?

Consultatela e se pensate che possa esservi utile per la vostra progettazione e il lavoro in classe, scaricatela cliccando sulla copertina. In cambio vi chiediamo di riportarci i vostri commenti e opinioni, eventuali suggerimenti e una documentazione delle attività che avete svolto con i bambini.

Clicca sull’immagine per andare alla raccolta.

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Narrazione e didattica della storia

Nella collana RicercAzione è appena uscita la nuova edizione di un classico del MCE: L’avventura di Hula-Una storia nella Preistoria.

L’autore è Lando Landi, che è stato maestro a Scuola Città Pestalozzi di Firenze e docente di Didattica della Storia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’università fiorentina.

Landi ha scritto questa storia immaginaria per suscitare nei bambini l’interesse verso la preistoria. «La vicenda non è reale, ma il contesto, le  “strutture”, gli indizi, i personaggi… potrebbero essere realmente parte di una realtà preistorica, e sono desunti da informazioni, documenti, studi di cui, a oggi, le scienze umane e l’archeologia dispongono.».

Nella preparazione del libro l’autore si è ampiamente giovato del
suo vissuto di insegnante, delle esperienze fatte durante la conduzione
di laboratori e corsi di formazione per insegnanti, delle
competenze acquisite nel campo dell’archeologia sperimentale e
delle osservazioni sul comportamento degli animali, secondo la sua
esperienza di fotografo naturalista.

Una pubblicazione che ci offre l’occasione per riflettere su come oggi nelle scuole gli insegnanti usino la narrazione durante i loro percorsi di didattica della storia. Con quali metodi e a quale storia viene data priorità?

Aspettiamo i vostri interventi a commento di questo articolo! L’invio della documentazione dei vostri lavori ci aiuterà a creare un gruppo cooperativo di riflessione e di lavoro. Un percorso di studio condiviso.

Clicca sull’immagine per andare alla scheda del libro.

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La grande impresa del capire

« Alberto [Manzi] la chiamava tensione cognitiva, ma è bene sia chiaro che i bambini con la tensione cognitiva non ci nascono!» Sono gli adulti e in particolare gli insegnanti, che coltivando come prima cosa la propria tensione cognitiva verso il mondo, possono permettere ai più giovani di costruirla senza tarpare le loro curiosità «spalmando risposte confezionate» alle loro domande.

«Non si tratta di fare scienza in modo nozionistico, ma di stimolare i ragazzi ad imparare a pensare e a sapere indagare su quello che c’è intorno… a costruire strategie di pensiero, ad alimentare la propria capacità di immaginazione, la stessa immaginazione che usano gli scienziati! ».

Durante il webinar Un modo di fare scienza, che si è svolto il 25 Gennaio, Maria Arcà, ricercatrice in biologia molecolare e, dal 1980, responsabile per il CNR del progetto di ricerca La formazione della conoscenza scientifica nella scuola di base, cerca di illustrarci in modo concreto l’approccio educativo maturato durante quel percorso a fianco del maestro Alberto Manzi e altre insegnanti. Una strategia didattica che guida i bambini a riflessioni non troppo diverse da quelle storicamente seguite dal pensiero chimico.

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