Un centenario di eventi!

Le celebrazioni del centenario di Mario Lodi iniziate il 17 Febbraio, giorno del suo compleanno, stanno procedendo con molteplici iniziative di studio e riflessione sul contributo ancora attuale, che il maestro ha consegnato al mondo dell’educazione e alla nostra società.

Con piacere vi segnaliamo gli appuntamenti più vicini.

Il convegno di studi  Cominciare dal bambino: la scuola di Mario Lodi
Milano, venerdì 18 marzo 2022 – ore 9.30
12,45

Palazzo Pirelli, Piazza Duca D’Aosta – Auditorium Gaber.

Il convegno è organizzato dal Consiglio regionale della Lombardia, in collaborazione con il Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario di Mario Lodi, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Francesco Tonucci coordinerà gli interventi di: Elisabetta Nigris, Pierpaolo Triani, Sabrina Fava, Franca Zuccoli. Potrà essere seguito anche in diretta streaming: https://mediaportal.regione.lombardia.it/embed/live/13630

L’incontro CENTO ANNI DI LODI! IL MAESTRO DI VHO DI PIADENA che si svolgerà il 22 Marzo dalle 10,30 alle 12,30 all’interno della Fiera del libro per ragazzi di Bologna. A cura della rivista Il Pepeverde in collaborazione con Edizioni Conoscenza, avrà tra i partecipanti Carla Ida Salviati, Valentina De Proporis e Clelia Tollot.

Ed infine ecco l’elenco delle ristampe

Condividi:

Storie di pace

“Il coniglio diceva: la cosa più importante è avere orecchie lunghe…”: è l’inizio di un’appassionata discussione tra gli animali del bosco in cui di volta in volta la particolarità di ognuno viene …

“LA COSA PIÙ IMPORTANTE” edizioni  FATATRAC

Isolato in trincea, un soldato combatte contro un nemico che non vede, ma che di certo è un mostro. O almeno, così dice il manuale che gli hanno dato i comandanti. Una notte, però, il soldato si avventura fuori dal suo buco e scopre che il terribile nemico, in realtà, non è poi così diverso da lui. E che la pace è molto meglio della guerra.  

“IL NEMICO” edizioni TERRE DI MEZZO

Flon-Flon e Musetta sono amici e giocano sempre insieme fino al giorno in cui scoppia la guerra e non possono vedersi più perché Musetta “sta dall’altra parte della guerra”.

“FLON FLON E MUSETTA” edizioni AER

Sulla sponda di un fiume abitano due famiglie di contadini, una sulla riva sinistra e l’altra sulla riva destra. Fra le famiglie non scorre buon sangue e spesso litigano fra di loro. Ma un giorno, quando le acque nel fiume si sono abbassate, i bambini non resistono alla tentazione e attraversano il fiume…

“IL PONTE DEI BAMBINI” edizioni  BOHEME

Meno male che c’è un grande muro che divide il libro! Da questo lato siamo al sicuro, dall’altro invece ci sono tanti pericoli e persino un terribile orco affamato. Ma sarà proprio vero ?

“IL MURO IN MEZZO AL LIBRO” edizioni IL CASTORO

Tutto ha inizio per una sciocchezza: di tutti i fiori del prato, un topolino vuole per sé giusto quello che un ranocchio ha appena raccolto… e se lo prende. Il ranocchio chiama in aiuto i suoi amici e il topo, allora, organizza la difesa. In un baleno, sul prato si scatena la guerra: attacchi e ritirate, contrattacchi e agguati, fino alla distruzione. Dove prima sbocciavano i fiori, non resta che desolazione. Fra le rovine, un fiore sciupato. La guerra … perché.

“PERCHÉ?” edizioni NORD SUD

Tante piccole fiabe per ridere, sognare e pensare. Quattordici storie che insegnano a ripudiare la guerra e i conflitti e a privilegiare la pace, l’amicizia e la fantasia, immaginando modalità diverse per la costruzione di un mondo non violento. …

“FAVOLE DI PACE” edizioni ad alta leggibilità TERRA SANTE

Dallo scontro all’amicizia, dalla lite più accesa alla condivisione di un tramonto, David Mckee distrugge l’ostacolo che ci impedisce di accogliere nuove prospettive e ci invita alla riflessione: siamo proprio sicuri che la nostra verità non sia parziale? 

“DUE MOSTRI” edizioni LAPIS

Il signor Bruno, un coniglio marrone, e il signor Bigio, un coniglio grigio, vivono in due tane vicine. Sono sempre andati molto d’accordo, ma un giorno iniziano a litigare… finché una brutta avventura li farà tornare amici. 

“IL LITIGIO”  edizioni BABALIBRI

Condividi:

«Maè, posso leggere?»

Fare inclusione attraverso il racconto e il gruppo-classe

Abbiamo ricevuto dal Gruppo Fiorentino del MCE questa testimonianza di grande valore, non solo perché racconta l’importante risorsa rappresentata dalla cooperazione tra i bambini, ma anche quanto sia fondamentale e insostituibile quella tra gli adulti che educano.

Nel video, di cui riportiamo il link più in basso, Luna Pacifici, insegnante di sostegno in una piccola scuola primaria della Maremma toscana, documenta il percorso di inclusione affrontato con le sue colleghe e tutti gli alunni. E non dimentica di ringraziare il MCE e il nostro volume «Chi ben comincia…» Parlare-scrivere-leggere a scuola!

Per ascoltare e vedere le immagini cliccate sul seguente link: https://www.facebook.com/MCEFirenze/videos/445989023919287

Clicca sull’immagine per andare alla scheda del libro
Condividi:

Rami di uno stesso albero

“Solo la narrazione consente di costruirsi un’identità e di trovare un posto nella propria cultura. Le scuole devono coltivare la capacità narrativa, svilupparla, smettere di darla per scontata.” (Jerome Bruner, La cultura dell’educazione) 

“Non si può affrontare la fatica del conoscere se non si sente che il proprio pensiero è degno di essere accolto e ascoltato.” (Franco Lorenzoni, Rami di uno stesso albero)

Leggendo questo libro incontriamo l’esperienza di  un nutrito gruppo di insegnanti ed educatori di Modena che ricerca intorno alla narrazione orale dal 1999.

Una ricerca ben documentata che affonda le sue radici nel principio che ognuno “può  riflettere su grandi temi solo quando  ha consapevolezza che il proprio pensiero conta”. E il libro ci porta a veder come costruire contesti capaci di far vivere e durare un ascolto attento, per garantire il diritto alla parola anche a chi possiede meno strumenti linguistici o culturali, ad esempio gli stranieri, o i disabili. 

Il cerchio narrativo: silenzio e ascolto.  Un luogo protetto, che nasce su un patto esplicito: “nessun giudizio da parte dell’insegnante e dei compagni, ascolto reciproco e sincerità, in primo luogo con noi stessi.” 

Clicca sulla copertina per andare alla scheda del libro

Condividi:

«Qualsiasi conoscenza è narrazione»

Riportiamo di seguito la registrazione del webinar Rami di uno stesso albero andato in onda sulla nostra piattaforma Mercoledì 15 Dicembre, per permetterne l’ascolto a chi lo avesse perso e a chi volesse riascoltarlo.

Nel video Antonella Bottazzi, autrice del libro, e Franco Lorenzoni ci raccontano la lunga strada fatta insieme nello sperimentare la narrazione come potentissimo strumento di conoscenza di sé e del mondo.

Raccontano le loro esperienze, il cammino che li ha portati a comprendere le regole fondamentali da porre alla base di questa pratica per garantire uno spazio di autentica democrazia: il cerchio narrativo. Un luogo protetto, in cui tutti possano esprimersi senza paura, che migliora in ciascuno la capacità di parlare e di mettersi in relazione.

Clicca sull’immagine per andare alla scheda del libro

Condividi:

MEZZ’ORA CON NOI – Miniwebinar per parlare di… libri

Per scambiarci pareri e idee su esperienze didattiche significative che abbiamo praticato – o vogliamo proporre ai colleghi – stiamo organizzando alcuni incontri a tema, intercettando anche anche argomenti delle più recenti pobblicazioni MCE. Saranno brevi conversazioni via web sulla piattaforma Zoom. Il primo appuntamento sarà il 15 Dicembre alle ore 17 con Antonella Bottazzi e Franco Lorenzoni.

Leggete attentamente la locandina per sapere come seguirlo.

Condividi:

Ancora sull’educazione linguistica

Su tre titoli di educazione linguistica pubblicati nella collana di ebook RicercAzione del MCE vale la pena, a mio avviso, porre attenzione da parte degli insegnanti di scuola primaria (ma non solo).

Scrivere insieme, Come si impara a leggere e scrivere, Rami di uno stesso albero trattano argomenti tra cuisi potrebbe tracciare un filo rosso di continuità, poiché tutti e tre si soffermano su temi-chiave del pensiero pedagogico e della didattica MCE: la lingua, l’ascolto e la parola scritta come strumento potente per la costruzione dell’identità e della socialità, per cui l’obiettivo primario dell’insegnante è senz’altro il «Dare tutti gli usi della lingua a tutti» come auspicato da Tullio De Mauro. Nel primo dei tre volumetti gli autori, Vretenar e Cavinato, offrono riflessioni ma soprattutto indicano pratiche di scrittura e, in particolare, esempi di come si costruisce e si mette a punto, correttamente, un testo collettivo, ricordando come questa modalità sia stata praticata fin dalla scuola di Barbiana, da don Milani.

Campolmi, nel secondo libro, propone strategie sperimentate che favoriscono, nel bambino, un approccio felice e motivato alla scrittura e alla lettura, secondo un “metodo” naturale, a partire dai primissimi anni. L’educazione linguistica, afferma, si costruisce attraverso molteplici attività che affinano la capacità d’uso di registri linguistici differenti:

lettura; “taglia, incolla e costruisci”; storie per il giornalino;

disegno; filastrocca a memoria; problemi; conferenze;

messa a punto scritta di progetti; relazioni di semplici esperimenti scientifici in classe…

Nel terzo libro Bottazzi ci “impone” una riflessione su quanto sia importante predisporre a scuola momenti di ascolto e di narrazione, e indica, a tal fine, attività interessanti e ripetibili praticamente in tutti i contesti scolastici.

I riferimenti teorici, e anche pedagogici, per tutti e tre i libri sono noti e qualificati: De Mauro, appunto, e Dewey, Ferreiro, Teberosky, e su questi le indicazioni bibliografiche suggerite dagli autori sono sicuramente utili.

Di certo è molto significativa la citazione che Bottazzi riporta ad apertura di uno dei capitoli:

«Forse noi siamo le parole che raccontano quello che siamo.»

Eduardo Galeano, Il libro degli abbracci

Condividi:

Nuove Edizioni Romane. Libri che continuano a fare storia.

La nostra redazione è lieta di segnalare un evento che ritiene particolarmente interessante per chi si occupa, a vario titolo, di scuola e di libri.

Si tratta della giornata di studio dedicata alla “lettura” del catalogo storico delle Nuove Edizioni Romane che Carla Ida Salviati – studiosa di storia dell’editoria contemporanea – ha trasformato in libro.

Ripercorrendo nel suo saggio le vicende di questo che risulta essere uno tra i cataloghi per ragazzi più originali e raffinati del mercato librario italiano, Salviati mette in luce una storia editoriale fatta di libri, di ideali, di passione per la cultura, di autori e illustratori di grande pregio, amatissimi da generazioni di ragazzi, dal 1977, anno di nascita delle Edizioni Romane, fino al 2016, anno in cui sono cessate le pubblicazioni.

Appuntamento quindi al 24 maggio prossimo, per dialogare con l’autrice e con i relatori che “sfoglieranno” con noi immagini bellissime e sempre attuali, ci faranno ricordare testi e storie senza tempo di questa casa editrice di cui fortunatamente una gran parte della produzione continuerà a vivere ed essere valorizzata nel catalogo Giunti.

Condividi:

Narrare per conoscere il mondo

«Solo la narrazione consente di costruirsi un’identità e di trovare un posto nella propria cultura. Le scuole devono coltivare la capacità narrativa, svilupparla, smettere di darla per scontata.»

Jerome Bruner, La cultura dell’educazione

Il valore formativo della narrazione è da sempre riconosciuto importante dal punto di vista culturale come strumento di comunicazione, da una generazione all’altra, dei fatti accaduti «quando tu non c’eri o eri troppo piccola». Ora sappiamo la grande valenza che la narrazione ha soprattutto nello sviluppo cognitivo, come capacità di narrare la nostra vita agli altri e perciò a noi stessi. Come insegnante di scuola primaria ho capito che imparare a narrare chi pensiamo di essere, come atto antropologico per «costruirsi un’identità e trovare un posto nella propria cultura», richiede un’acquisizione precedente, obbligatoria: la capacità di ascoltare.

Forse perché ho incontrato tanti libri “amici” tra i quali, oltre quelli di Bruner, il piccolo saggio di Daniel Pennac Come un romanzo e, forse anche perché ho  avuto un’infanzia  fortunata, abitata da molti adulti a cui piaceva molto raccontare storie e ne sapevano tante, all’inizio della mia carriera, durante le mie prime supplenze di pochi giorni alla scuola primaria, non ho mai avuto timore a  dedicare la maggior parte del tempo in classe alla lettura ad alta voce di libri avvincenti per i bambini e le bambine che mi stavano di fronte. Il primo giorno arrivavo sempre con più di un volume, sceglievo il più adatto e iniziavo a leggerlo. Il ghiaccio tra noi si scioglieva, il silenzio e la concentrazione via via aumentavano, creando un ascolto attento e un senso di fiducia reciproco. Il giorno successivo la nostra lettura continuava in cerchio, qualche bambino vinceva la timidezza e chiedeva di poter leggere al posto mio e anche i bulletti più invincibili cedevano all’ascolto e a volte per voglia di protagonismo diventavano per un po’ i lettori del gruppo. Sceglievano libri brevi per poter entrare nel cuore del racconto nell’arco di poco tempo e introdurre momenti di dibattito. Il confronto più ricco era quello che seguiva alla fine del libro o della mia supplenza. Era il momento in cui, se non eravamo riusciti a finirlo, regalavo il libro alla classe e la reazione dei bambini mi restituiva la sicurezza di avere costruito un’occasione di buona relazione tra noi e tra loro, facendomi superare il timore di non aver svolto il programma per due o tre giorni.

Oggi il libro Rami di uno stesso albero di Antonella Bottazzi mi ha offerto un’occasione di crescita sull’importanza della capacità narrativa.  Franco Lorenzoni afferma nell’introduzione: «Non si può affrontare la fatica del conoscere se non si sente che il proprio pensiero è degno di essere accolto e ascoltato.» Una sfida molto più articolata e complessa della lettura ad alta voce, che sento il dovere di accogliere come adulta.

Dall’esperienza del gruppo di insegnanti ed educatori di Modena, di cui l’autrice riferisce nel libro,emerge una metodologia che consente di far vivere e durare un ascolto attento, che garantisce il diritto di parola anche a chi possiede meno strumenti linguistici o culturali, ad esempio gli stranieri, o i disabili. Il cerchio narrativo: silenzio e ascolto. Un luogo protetto, che nasce su un patto esplicito: «nessun giudizio da parte dell’insegnante e dei compagni, ascolto reciproco e sincerità, in primo luogo con noi stessi.»  Ognuno narra quello che vuole, al di là della lingua che parla e con cui  riesce ad esprimersi, se sia  o no in grado di comunicare a parole. E ognuno ascolta assorto e con rispetto. Un cammino non comune.

D.B.

Clicca sull’immagine per accedere alla scheda del libro

Condividi: