«Maè, posso leggere?»

Fare inclusione attraverso il racconto e il gruppo-classe

Abbiamo ricevuto dal Gruppo Fiorentino del MCE questa testimonianza di grande valore, non solo perché racconta l’importante risorsa rappresentata dalla cooperazione tra i bambini, ma anche quanto sia fondamentale e insostituibile quella tra gli adulti che educano.

Nel video, di cui riportiamo il link più in basso, Luna Pacifici, insegnante di sostegno in una piccola scuola primaria della Maremma toscana, documenta il percorso di inclusione affrontato con le sue colleghe e tutti gli alunni. E non dimentica di ringraziare il MCE e il nostro volume «Chi ben comincia…» Parlare-scrivere-leggere a scuola!

Per ascoltare e vedere le immagini cliccate sul seguente link: https://www.facebook.com/MCEFirenze/videos/445989023919287

Clicca sull’immagine per andare alla scheda del libro
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Parole per costruire Diritto alla Lingua

Qui sotto la registrazione del convegno Chi ben comincia, a cui hanno partecipato il professor Giuliano Franceschini e la professoressa Lilia Andrea Teruggi. Chi non avesse potuto partecipare o volesse riascoltare alcuni passaggi clicchi sull’immagine. Per seguire la ricerca e le altre iniziative del Gruppo Nazionale Lingua MCE, si colleghi al seguente sito: Parole per Costruire Diritto alla Lingua.

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Ancora sull’educazione linguistica

Su tre titoli di educazione linguistica pubblicati nella collana di ebook RicercAzione del MCE vale la pena, a mio avviso, porre attenzione da parte degli insegnanti di scuola primaria (ma non solo).

Scrivere insieme, Come si impara a leggere e scrivere, Rami di uno stesso albero trattano argomenti tra cuisi potrebbe tracciare un filo rosso di continuità, poiché tutti e tre si soffermano su temi-chiave del pensiero pedagogico e della didattica MCE: la lingua, l’ascolto e la parola scritta come strumento potente per la costruzione dell’identità e della socialità, per cui l’obiettivo primario dell’insegnante è senz’altro il «Dare tutti gli usi della lingua a tutti» come auspicato da Tullio De Mauro. Nel primo dei tre volumetti gli autori, Vretenar e Cavinato, offrono riflessioni ma soprattutto indicano pratiche di scrittura e, in particolare, esempi di come si costruisce e si mette a punto, correttamente, un testo collettivo, ricordando come questa modalità sia stata praticata fin dalla scuola di Barbiana, da don Milani.

Campolmi, nel secondo libro, propone strategie sperimentate che favoriscono, nel bambino, un approccio felice e motivato alla scrittura e alla lettura, secondo un “metodo” naturale, a partire dai primissimi anni. L’educazione linguistica, afferma, si costruisce attraverso molteplici attività che affinano la capacità d’uso di registri linguistici differenti:

lettura; “taglia, incolla e costruisci”; storie per il giornalino;

disegno; filastrocca a memoria; problemi; conferenze;

messa a punto scritta di progetti; relazioni di semplici esperimenti scientifici in classe…

Nel terzo libro Bottazzi ci “impone” una riflessione su quanto sia importante predisporre a scuola momenti di ascolto e di narrazione, e indica, a tal fine, attività interessanti e ripetibili praticamente in tutti i contesti scolastici.

I riferimenti teorici, e anche pedagogici, per tutti e tre i libri sono noti e qualificati: De Mauro, appunto, e Dewey, Ferreiro, Teberosky, e su questi le indicazioni bibliografiche suggerite dagli autori sono sicuramente utili.

Di certo è molto significativa la citazione che Bottazzi riporta ad apertura di uno dei capitoli:

«Forse noi siamo le parole che raccontano quello che siamo.»

Eduardo Galeano, Il libro degli abbracci

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L’educazione linguistica è innanzitutto un valore politico, civile, etico e, poi, di tipo logico.

Il professor Giuliano Franceschini (Università di Firenze), co-autore del libro e e relatore al convegno del 15 Maggio su L’educazione linguistica nelle Indicazioni nazionali e internazionali, ne dialoga con Daniela Becherini della Redazione Quaderni MCE.

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«Chi ben comincia… Parlare, scrivere, leggere a scuola» diventa un Convegno.


Il libro edito da Asterios per la Collana MCE Narrare la scuola, a cura di Bruna Campolmi, Annalisa Di Credico, Nerina Vretenar, si trasforma in occasione per parlare di educazione linguistica, in un momento davvero particolare in cui si sta ripensando alla scuola e alla didattica a scuola.
Il libro raccoglie molte e diverse voci che condividono l’importanza della lingua e della comunicazione in contesti positivi, significativi e partecipati. Le diverse scritture e esperienze restituiscono la visione di una scuola possibile, aperta alle domande e alle proposte dei bambini e delle bambine.
Il Convegno è promosso dall’Università degli Studi di Firenze (FORILIPSI) e dal gruppo MCE territoriale fiorentino.
Interverranno Giuliano Franceschini (Università di Firenze) “L’educazione linguistica nelle Indicazioni nazionali e internazionali” e Lilia Andrea Teruggi (Università Bicocca Milano)
“Alfabetizzazione iniziale: ipotesi e teorie linguistiche dei bambini”
Seguiranno un intervento del gruppo MCE che ha realizzato la pubblicazione e un dibattito che speriamo ampio.
Iscrivetevi usando questo link entro sabato 8 Maggio!

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Grammatica e fantasia

Nerina Vretenar, insegnante di scuola primaria di grande esperienza, presenta alcune idee guida rivolte a insegnanti che vogliono superare le stanche ritualità scolastiche imperniate su regola /esercizio /verifica e su errore /correzione /sanzione.

Nerina Vretenar, insegnante di scuola primaria di grande esperienza, presenta alcune idee guida rivolte a insegnanti che vogliono superare le stanche ritualità scolastiche imperniate su regola /esercizio /verifica e su errore /correzione /sanzione. Propone spunti di riflessione su aspetti particolari della lingua corredati da proposte di lavoro concrete, brevi testi, frammenti, stimoli vari attorno a cui avviare in classe un lavoro di osservazione, riflessione, confronto.
Il libro indaga da una parte sulla natura della lingua, considerata non un oggetto da conoscere in astratto e/o un repertorio di ‘modelli’ da riprodurre, ma uno strumento prezioso che tutti gli esseri umani hanno il diritto di possedere e usare, uno strumento di comunicazione da affinare via via per adeguarlo ai bisogni comunicativi di ciascuno.
Dall’altra, il libro insiste sul ruolo fondamentale della metodologia e della didattica ritenendo che siano fondamentali, in tutti gli ordini di scuola, l’uso della lingua e l’osservazione-riflessione sulla lingua “in uso” stimolando un confronto di gruppo, in contesti in cui la classe è comunità di ricerca che costruisce il sapere.

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